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domenica 15 dicembre 2019

Attualità venerdì 07 giugno 2019 ore 08:40

Tartalove, come adottare una tartaruga marina

In occasione della Giornata mondiale degli oceani, Legambiente lancia la campagna nazionale per adottare a distanza una tartaruga marina



PORTOFERRAIO — Sabato 8 Giugno si celebra la Giornata mondiale degli oceani e Legambiente lancia la campagna nazionale per adottare una tartaruga marina a distanza.

"Clarabella è una tartaruga della specie Caretta caretta, di circa 10 anni ritrovata intrappolata nella plastica. Dopo tre mesi di ricovero - spiegano da Legambiente - in un centro di recupero e dopo aver espulso la plastica che aveva ingerito è guarita totalmente ed è tornata libera nel mare. Ma per una tartaruga che si salva ce ne sono tante – troppe – che ancora rimangono vittime dell’inquinamento da plastica. Il marine litter, infatti, è una delle cause più gravi di mortalità per le tartarughe marine che nuotano nel Mar Mediterraneo e negli Oceani". 

"Gli operatori di alcuni Centri di Recupero di tartarughe - spiegano da Legambiente - hanno documentato che l’80% degli animali ricoverati aveva ingerito diversi tipi di plastiche: sacchetti, resti di bottiglie e stoviglie, cotton fioc, lenze e imballaggi di vario tipo".

“Le tartarughe marine - dichiara Stefano Di Marco, coordinatore della campagna Tartalove di Legambiente possono confondere la plastica galleggiante nell’acqua con gli organismi di cui si nutrono, come ad esempio le meduse. Una volta ingerita, la plastica non si degrada nell’organismo, ma può provocare nelle tartarughe diversi problemi, può dare senso di sazietà e bloccare l’istinto di nutrirsi provocando denutrizione oppure blocchi intestinali o soffocamento. A volte, invece, l’ingestione di plastica può provocare problemi di galleggiamento, impedendo agli animali di immergersi per alimentarsi. Oppure, può succedere che alcuni esemplari restino intrappolati in rifiuti a forma di lacci o in reti di nylon che, quando non provocano la morte, possono comunque causare ferite, lesioni o provocare deformità.”

Un altro grave problema, segnalato da Legambiente, è inoltre rappresentato dalle microplastiche, frammenti piccoli e insidiosi, che raggiungono nel Mediterraneo concentrazioni record di 1,25 milioni di frammenti per chilometro quadrato. Si tratta di una minaccia molto seria e non solo per le tartarughe marine, perché, secondo gli studi, entrando nella catena alimentare, minacciano tutte le specie animali e mettono a rischio anche la salute umana.

Insomma, la tartaruga marina, specie protetta a livello internazionale e inserita nella lista rossa delle specie in pericolo dell’IUCN, ha rischiato di estinguersi soprattutto a causa del crescente impatto delle attività antropiche. E sebbene la situazione sia ora in lieve miglioramento, grazie all’aumento della sensibilità e della consapevolezza nei confronti di questi preziosi abitanti del mare, c’è ancora molto da fare soprattutto per contrastare il dilagare dei rifiuti plastici in mare e sulle spiagge.


Per contribuire alla salvaguardia delle tartarughe marine, Legambiente ha lanciato la campagna Tartalove, che tramite l’adozione simbolica degli esemplari ricoverati nei centri, finanzia tutte le attività necessarie alla cura e alla tutela delle tartarughe marine. 

Sul sito www.tartalove.it è possibile seguire periodicamente le foto e le brevi storie delle tartarughe da adottare personalmente o come regalo per una persona cara. Per ogni donazione verrà inviato un piccolo kit di adozione paper-free, che include un certificato di adozione, una fotografia della tartaruga scelta e un racconto più ampio della sua storia. Perché ogni esemplare ha una storia da raccontare.

"L’adozione simbolica - aggiungono da Legambiente - è un gesto concreto che contribuisce a finanziare le spese vive dei centri di recupero, le medicine necessarie, gli interventi veterinari e le attività di monitoraggio dei nidi".

Intanto all'isola d'Elba, dove per due anni consecutivi le tartarughe marine hanno scelto di nidificare sulla spiaggia di Marina di Campo e di Straccoligno, si stanno cercando volontari per monitorare le spiagge sabbiose (leggi qui l'articolo) e sono state attribuite le prima bandiere "Tartalove" alle spiagge amiche delle tartarughe marine. La prima bandiera Tartalove, che premia gli stabilimenti balneari amici delle tartarughe marine, è infatti stata assegnata al Pino Solitario nella magnifica spiaggia di Fetovaia.



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