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Attualità martedì 07 luglio 2020 ore 13:18

La tartaruga Nanuk ha ripreso il mare

La tartaruga Nanuk pronta per tornare in mare

L'esemplare di caretta caretta, curato al Centro di recupero dell'Acquario livornese, è stato rilasciato in mare nei pressi delle Secche della Meloria



LIVORNO — Ieri mattina è ritornata finalmente in mare la tartaruga caretta caretta Nanuk accompagnata - al molo del Circolo della Pesca “N. Sauro” nei pressi dello Scoglio della Regina - dai ragazzi del Centro estivo del Museo di Storia Naturale del Mediterraneo che avevano assistito nella sala del Relitto dell’Acquario di Livorno, alla presentazione del progetto Europeo “Pescatori e tartarughe marine: facciamo luce in mare!” per la promozione della pesca sostenibile sotto il profilo ambientale, evento organizzato dall’Università degli Studi di Siena.

Nanuk è stata rilasciata dopo essere stata riabilitata presso il Centro di Recupero e Riabilitazione per tartarughe marine dell’Acquario di Livorno, uno dei 4 centri di recupero certificati da Regione Toscana.

A mezzogiorno l’operazione di rilascio vera e propria, avvenuta dal molo del Circolo della Pesca “N. Sauro” nei pressi dello Scoglio della Regina, grazie al supporto logistico della Capitaneria di Porto di Livorno e dei Vigili del Fuoco di Livorno – Nucleo Nautico che hanno messo a disposizione dell’Acquario di Livorno, che ha lavorato in collaborazione con Arpat, le imbarcazioni riservate per il trasporto della tartaruga. La liberazione è avvenuta nella zona B dell’Area Marina Protetta delle Secche della Meloria.

La tartaruga era arrivata all’Acquario di Livorno il 1 febbraio 2020, su segnalazione giunta dalla Capitaneria di Porto e trasmessa alla rete dellOsservatorio Toscano per la Biodiversità tramite Arpat, dopo esser stata trovata impigliata in una rete da posta da alcuni piloti del porto di Livorno a mezzo miglio circa dalla costa.

Al suo arrivo all’Acquario di Livorno, Nanuk presentava una lacerazione alla pinna sinistra a livello scapoloomerale, con esposizione di parte del tessuto osseo sottostante ed inizio di necrosi. L’assenza di fratture è stata confermata grazie all’esame radiografico effettuato dallo staff dell’Ospedale Veterinario di Ardenza, che ogni volta in casi come questo fornisce un prezioso supporto e contributo.

Al momento del recupero la tartaruga, di sesso femminile, pesava 21 Kg con una lunghezza di 56 cm di carapace ed una larghezza di 51cm. Dopo i 5 mesi di “degenza” l’esemplare ha raggiunto un peso di 24 Kg. Durante la “degenza”, è stato osservato emettere brandelli di plastica attraverso le feci, confermando ancora una volta come l’inquinamento da plastica in mare costituisca un problema enorme per questa e molte altre specie.

Una volta certo il buono stato di salute, la tartaruga Nanuk è stata ritenuta idonea ad essere rilasciato in mare,  previa applicazione di una targhetta metallica (riportante il numero identificativo IT-RT024) e di un microchip per poterla identificare individualmente anche in futuro.

Inoltre sul carapace della tartaruga è stato applicato, a cura del Professor Paolo Luschi del Dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Pisa, un radiotrasmettitore collegato al sistema satellitare ARGOS. Il tag satellitare consentirà di seguire gli spostamenti dell’esemplare auspicabilmente per almeno 6-7 mesi dopo la sua liberazione, in modo da ricostruire i movimenti effettuati e identificare le aree maggiormente frequentate. Questa attività ricade nell’ambito di un progetto finanziato dalla Regione Toscana allo scopo di studiare i movimenti delle tartarughe comuni presenti nei nostri mari, che così riprende dopo la forzata interruzione dovuta all’emergenza Covid. Il percorso della tartaruga sarà visibile tra qualche giorno collegandosi al sito www.seaturtle.org



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