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Cani martedì 14 novembre 2017 ore 10:01

Cani sentinella a colpi di coda contro il diabete

L'olfatto dei cani è milioni di volte più sensibile di quello umano

Anche in Italia si formano gli Alert Dog, quattro zampe addestrati a distinguere le concentrazioni di insulina nel sangue e poi dare l'allarme



ROMA — Cani sentinella a colpi di coda contro il diabete: sono gli Alert Dog, quattro zampe addestrati a distinguere e segnalare le differenti concentrazioni di insulina nel sangue. Il modello di addestramento arriva dagli Stati Uniti, ma cani anti-diabete sono in formazione in numero sempre maggiore anche in Italia.

Perfetti compagni per i bambini con diabete di tipo 1, sono però assistenti provetti anche degli adulti con la patologia di cui oggi ricorre la Giornata Mondiale. I progetti di preparazione dei cani si moltiplicano, ma come si allena il prodigioso fiuto di Fido a percepire l'arrivo di crisi ipo o iperglicemiche? 

Lo ha spiegato il presidente dell'Associazione nazionale medici veterinari (Anmvi) Marco Melosi: si utilizza la saliva dei malati. I cani vengono messi in contatto con campioni contenenti differenti concentrazioni di glucosio e stimolati a segnalare gli odori corrispondenti a livelli di zucchero sopra o sotto le soglie di interesse. 

Una volta rodato il fiuto sulla saliva, si passa al sudore. In questo modo il cane può riconoscere l'insorgere di crisi semplicemente facendo ciò che preferisce: stare accanto al suo umano. A quel punto può essere istruito a reagire in vari modi: con i bambini, ad esempio, porgendo loro un succo di frutta. Per gli adulti, andando a prendere il kit. In generale, il cane impara a dare l'allarme e a mettere in sicurezza la persona malata.

"L’olfatto dei cani - si legge nella nota dell'Anmvi - viene già utilizzato per scovare non solo armi, droga o esplosivi ma anche tumori e altre malattie. I cani, come molti altri animali, utilizzano infatti un organo specifico per l’elaborazione dei dati olfattivi: l’organo vomeronasale. Situato sopra il palato, tra naso e occhi, è un 'secondo cervello' dedicato agli odori. Si stima che l’olfatto di un beagle sia milioni di volte più sensibile del nostro: se noi riusciamo a malapena ad accorgerci se nel caffè c’è un cucchiaino di zucchero, un cane può individuarne la stessa quantità diluita in due piscine olimpioniche".



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