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domenica 20 ottobre 2019

Attualità sabato 15 giugno 2019 ore 12:45

Zona umide elbane, l'avifauna avvistata nel 2019

Germani a Mola
Foto di: Antonello Marchese

Avifauna nelle zone umide elbane: galleria fotografica e riflessioni della guida Parco Antonello Marchese che ha documentato gli avvistamenti



PORTOFERRAIO — Antonello Marchese, guida Parco e fotografo naturalista, ha documentato con alcuni scatti molti avvistamenti di varie specie nelle zone umide dell'isola d'Elba nei primi mesi del 2019.

Qui di seguito pubblichiamo un suo resoconto e alcune sue riflessioni.

"L'estate sembra infine arrivata - anche se con bizzarrie climatiche che ci riportano indietro nel calendario - e la primavera rimane ormai alle spalle. È tempo di fare un riepilogo dei principali avvistamenti faunistici nelle zone umide isolane, piccoli fazzoletti e ultime oasi di biodiversità che ogni anno offrono sorprese ed emozioni agli appassionati dell'osservazione e della fotografia naturalistica. I periodi più interessanti sono ovviamente i mesi in cui si può osservare il passaggio dell'avifauna migratrice, quali la stagione primaverile, con gli spostamenti verso nord, e la stagione autunnale, con il ritorno verso sud, ma gli osservatori più attenti vi sapranno sempre cogliere occasioni per apprezzare la varietà delle forme di vita presenti.

Stiamo parlando fondamentalmente delle zone umide di San Giovanni, delle Prade, allo Schiopparello, nell'Elba centrale e di Mola, lungo la costa orientale, a cui si aggiunge una piccola area umida che rimane ancora nella piana campese nella zona della Foce.

La zona umida salmastra di San Giovanni, già interessata dalle ex-saline portoferraiesi e oggi bacino legato all'omonimo stabilimento termale è uno specchio acqueo ben conosciuto agli amanti delle passeggiate e delle belle visioni della città medicea, ultimo frammento rimasto delle antiche saline che circondavano la rada, in gran parte coperte poi dalla loppa prodotta dall’attività siderurgica del XX secolo. L’antica area umida, caratterizzata dai bassi fondali, doveva essere ben nota ai migratori che un tempo frequentavano, ben più numerosi quei vasti luoghi luminosi e ricchi di nutrimento intorno a Portoferraio.

Anche allo Schiopparello, presso la zona delle Prade, esisteva una piccola salina settecentesca, oggi area ricoperta soprattutto dalla cannuccia di palude e delimitata sul mare dalle classiche tamerici. L’area, spesso allagata durante l’inverno e più asciutta nel periodo estivo, è ben conosciuta ai naturalisti poiché ospita specie stanziali e migratrici.

Mola è un'altra zona umida storica, già antico porto canale del paese medievale di Capoliveri e importante area segnalata dai naturalisti di fine '800, interessante per l'avifauna in merito alla quale i risultati di ricerche e osservazioni ci parlano di una popolazione composta da ben 62 specie diverse: è una stazione particolarmente valida in quanto idonea per la sosta di uccelli migratori, che specialmente in primavera, devono compiere alcune soste di riposo durante i loro lunghi spostamenti sul mare.

Una zona umida forse oggi meno nota ma non meno importante si trova in prossimità della Foce, nella vasta piana alluvionale di Marina di Campo, ultimo lembo di una palude probabilmente molto più ampia e poi bonificata per finalità agricole.

Tra gli avvistamenti più interessanti di questa primavera bisogna ricordare l'ostrichiere o beccaccia di mare (Haematopus ostralegus) che a fine marzo scorso ha frequentato per alcuni giorni il bacino termale di San Giovanni. Questo uccello di ripa, caratterizzato dal colore nero nella testa, nel petto e nelle parti superiori in forte contrasto con il bianco puro delle parti inferiori e dalle zampe rosa e il lungo becco color arancio, è stato documentato per circa una settimana prima di riprendere probabilmente il suo viaggio verso nord.

Il tre aprile invece era un gruppetto di cavalieri d'Italia (Himantopus himantopus) a sostare presso la foce del piccolo corso d'acqua che si getta nella baia di Mola. La compagnia di leggiadri trampolieri aveva attirato allora l'attenzione di diversi fotografi che hanno così documentato gli animali.

Sempre a Mola invece due giorni dopo faceva la comparsa un piro piro cul bianco (Tringa ochropus) che si rifocillava sulla riva del medesimo corso d'acqua.

Il 16 aprile erano almeno cinque garzette (Egretta garzetta) a fermarsi presso località la Foce, nella piana campese. Al gruppetto di immacolati ardeidi faceva compagnia un airone cinerino (Ardea cinerea).

Tre giorni dopo almeno tre esemplari di piro piro piccolo (Actitis hypoleucos), uno dei limicoli più piccoli presenti in Italia, si nutrivano con la bassa marea nel bacino delle terme di San Giovanni. Da ricordare che esemplari isolati di piro piro piccolo frequentano quell’ambiente anche nel periodo invernale. Qualche giorno dopo, nelle giornate di Pasqua e Pasquetta erano due esemplari di piro piro boschereccio (Tringa glareola) e una elegante pantana (Tringa nebularia) a nutrirsi e riposarsi nella stessa zona.

Il tre maggio un gruppo di cinque aironi guardabuoi (Bubulcus ibis) sostava presso la piccola isola presso la salina di San Giovanni tenendo compagnia ai più abituali airone e garzetta.

Prima di concludere questa carrellata è opportuno ricordare la gru (Grus grus) che sembra frequentare la zona umida dello Schiopparello da quasi un anno, a detta di alcuni testimoni oculari, e i fenicotteri (Phoenicopterus roseus) che hanno fatto la loro comparsa a San Giovanni a partire dall'undici maggio: dapprima è stato avvistato un solo animale per arrivare all'elevato numero di sei esemplari il 18 maggio. Successivamente solo due componenti del nutrito gruppo erano rimasti a cibarsi, col loro singolare becco, nelle acque basse della vecchia salina, animali che ho documentato ancora il 24 maggio e che successivamente sarebbero partiti verso altri lidi.

Gli avvistamenti qui elencati sono stati effettuati nei miei ritagli di tempo: osservazioni più prolungate e costanti potrebbero fornire altre sorprese. Nonostante ciò questi semplici dati e le immagini che sono riuscito a cogliere negli scorsi mesi ci parlano di località ancora frequentate da numerose specie faunistiche: è opportuno ricordare che oggi rimangono ormai solo piccoli fazzoletti se comparati alle originali estensioni delle zone umide isolane e che si tratta di aree dal delicato equilibrio ecologico, oggi sempre più compresse e minacciate dalle numerose attività dell’uomo. 

Sarebbe opportuno conoscere a fondo la ricchezza di questi ambienti per limitare il più possibile il disturbo in modo che questi animali che da sempre frequentano la nostra isola da sempre possano continuare a trovarvi ristoro nelle pause dei loro incredibili viaggi".



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