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Attualità giovedì 05 novembre 2020 ore 10:03

Emergenza cinghiali, l'Atc pronto a collaborare

cinghiale
Foto di repertorio

L'Atc, soddisfatta per l'incontro fra sindaci e Parco, si dice pronta a collaborare ma ribadisce la contrarietà a cancellare l'area vocata all'Elba



PORTOFERRAIO — L'Ambito Territoriale di Caccia Arcipelago toscano  (Atc 10) interviene con alcune dichiarazioni, a firma del presidente Carlo Simoni, dopo l'incontro svoltosi il 28 ottobre scorso fra i sindaci elbani e il presidente del Parco nazionale Arcipelago toscano, nell'ambito della seduta della Comunità del Parco, sull'emergenza cinghiali all'Elba.

L'Atc "quale titolare istituzionale della gestione faunistico venatoria sul territorio elbano, - spiega in una nota - a seguito della partecipazione all'incontro tenutosi tra i sindaci elbani ed il presidente del Pnat dottor Sammuri, intende ringraziare pubblicamente la conferenza dei sindaci dove è stato preso atto dell'importanza e della necessità del coinvolgimento del mondo venatorio nell'affrontare il 'problema ungulati' ed in particolare 'cinghiale'. In particolare si ringrazia il sindaco di Portoferraio dottor Angelo Zini quale presidente della Conferenza dei Sindaci per la sua eccellente opera di coordinamento nelle varie fasi dell'incontro dove si è raggiunto l'obiettivo importante che è quello di conciliare i vari interessi che vanno da quello della tutela dell'ambiente, della salvaguardia della biodiversità, della tutela della salute ed incolumità pubblica a quello del mondo venatorio del quale l'Atc è portatrice di interessi ed alla quale è stato riconosciuto un ruolo istituzionale nel contenimento del problema stante gli abbattimenti durante la stagione venatoria".

"La volontà è quella di procedere per un percorso condiviso teso quantomeno al contenimento del problema. - ha aggiunto l'Atc - L'Atc ha offerto altresì la piena collaborazione negli abbattimenti a mezzo delle proprie squadre di cacciatori, a titolo totalmente gratuito, anche in territori sottoposti a tutela, circostanza e volontà che è stata fatta presente al dottor Sammuri, adottando tutte le cautele ed accorgimenti del caso, in aggiunta al programma di 'intrappolamento' già in atto da parte del Pnat ma che comporta ingente esborso di risorse economiche pubbliche. E' stato altresì affrontato il tema delle “aree vocate alla caccia al cinghiale” che per alcuni sindaci non sono consone al loro mantenimento sul territorio elbano. 

"L'Atc ha spiegato che all'interno delle medesime, l’esercizio venatorio tramite la 'braccata' avviene in regime 'controllato' - si legge ancora nella nota -  e dove all'interno delle quali è possibile pertanto avere, al termine della stagione venatoria, un resoconto degli abbattimenti ed un censimento, se pur di massima, dei capi ancora presenti sul relativo territorio. Va da sé che l'eliminazione normativa delle aree vocate, (di competenza regionale) porterebbe alla cessazione dell'attività venatoria con il sistema della braccata in detti territori e conseguentemente alla cessazione della caccia 'gestita' con l'ulteriore conseguenza che i capi di cinghiale (circa 350 all'anno) se non abbattuti, andrebbero ad incrementare in via esponenziale la già numerosissima popolazione ungulata, circostanza che è l'esatto contrario del fine che si è proposta di raggiungere la conferenza dei sindaci". 

"Ci si augura pertanto - ha concluso l'Atc - che il percorso intrapreso prosegua proficuamente senza interferenze di 'estremismi' da parte di altri contesti presenti nel tessuto pubblico, sociale e politico elbano". 



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