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Attualità mercoledì 13 gennaio 2021 ore 11:22

"Ecco perché è importante un canile all'Elba"

Simona Manzi, volontaria e vicepresidente dell'associazione Animal Project interviene per spiegare l'importanza di un luogo di cura per gli animali



PORTOFERRAIO — Sulla necessità di un canile all'isola d'Elba, problema su cui in questo giorni si è sollevato un dibattito pubblico (vedi articoli correlati sotto), interviene a titolo personale Simona Manzi, volontaria ma anche vicepresidente dell'associazione Animal Project ed ex volontaria de I Ragazzi del canile.

"Dalla chiusura del canile ex Macelli di Portoferraio sono passati ben 18 anni. I Ragazzi del Canile erano riusciti a creare molto di più che dei box. Non era solo un canile ma un luogo di aggregazione, frequentato da molti volontari e visitatori, dove si sono strette amicizie, legami forti, venivano svolti laboratori con le scolaresche e organizzate feste bellissime che radunavano un sacco di persone con il loro cani. Un grande punto di riferimento per tutta l'Elba, dove sono state condivise emozioni, battaglie, principi e valori. - spiega Simona Manzi - Una struttura d'eccellenza, sicuramente non dal punto di vista estetico, ma di benessere animale possiamo dirlo forte. I cani erano accuditi e tenuti amorevolmente da tanti volontari, che, facendo un programma di turni quotidiano, permettevano loro di stare pressoché tutto il giorno liberi, fuori dai box, un sogno per tanti altri costretti a vivere per anni e anni in strutture lager". 

"Tutto questo grazie sempre e solo alle donazioni dei cittadini elbani. Ma ormai è passato. - prosegue Simona Manzi - Oggi ci troviamo ancora a lottare per ciò che avevamo ottenuto e perso. Non avere strutture nasconde i problemi e i numeri effettivi! Animal Project Onlus si è occupata ed ha ricollocato quasi 20 cani, provenienti da tutti i comuni, solo nel 2020. Ogni anno all'Elba, si recuperano cani da caccia abbandonati, cani provenienti da maltrattamenti, ma il fenomeno più allarmante sono le cessioni di proprietà. Sei costretto a pensare di lasciare gli animali come e dove si trovano (gatti compresi), oppure portarli a casa, con tutte le conseguenze emotive e familiari che questa scelta comporta".

"Per questo si fa una gran fatica nelle associazioni animaliste elbane a trovare nuovi volontari. - prosegue Simona Manzi - Questo sistema, direi di sfruttamento, scoraggia anziché invitare e trarre una risorsa da persone volenterose. Va di seguito che spesso non riesci ad occuparti di tutti, si opera male e a volte per uscirne mentalmente “indenni” si abbandona il volontariato. Ancora, dal lato tecnico, ricordiamoci che senza canile vengono meno servizi obbligatori strettamente connessi ed essenziali, di cui ancora una volta se ne occupano sempre e solo i volontari al posto dei Comuni, ma anche dell'Asl, che attualmente risulta non pervenuta: servizio accalappio, profilassi sanitaria per i cani giunti in canile sanitario, sterilizzazione obbligatoria, assistenza sanitaria nella forma di reperibilità per i cani custoditi (per chi ritiene chenon sia un tema connesso con la struttura canile!) - L.r. 59/2009 art. 29,30,31,32".

"Si punta al risparmio economico? Ma quanto si perde come bagaglio sociale e culturale? Tutto questo non si può accettare nel 2021, dobbiamo valorizzare la nostra Isola, sotto questo e molti altri aspetti! Sento obiettare spesso sui costi e il contenuto del progetto canile a Colle Reciso, facendo paragoni con strutture del sud, di minor costo e con tanti box certo, ma queste spesso sono strutture lager che arricchiscono le tasche dei gestori. Il progetto del canile comprensoriale elbano, è stato studiato sull'idea iniziale di un Parco canile grazie all'esperienza degli ex macelli, ovvero non un luogo dove “parcheggiare” i cani a vita, ma di passaggio in attesa di trovare adozioni definitive grazie al ruolo fondamentale delle associazioni di volontariato (anche per questo convenzionarsi con le pensioni elbane non risolverebbe il problema) e che possa essere vissuto anche dalla comunità". 

"Ben 7000 metri di area verde con percorsi, aree sgambo, in cui possono essere svolte attività sociali e portare i cani a spasso, oltre che un'area per creare un rifugio per gatti. - aggiunge Manzi - Pensiamo inoltre alla visibilità che gli animali custoditi possono ricevere con una clinica veterinaria e un parco accanto! Sono sicura che sarebbe una struttura d'avanguardia che potrebbe diventare anche un'attrazione turistica. Il posto è stato individuato all'epoca con tanta fatica e anche se comporta costi in più, adesso c'è, è stato espropriato un terreno, i fondi ci sono, il progetto c'è e va portato avanti se non vogliamo tornare indietro di altri 20 anni". 

"Ora o mai più, - conclude Manzi - se la legge non è sufficiente a smuovere la coscienza di alcuni, pensiamo alla risorsa che possiamo trarne, ne va del patrimonio dell'intera comunità elbana, nonché quella turistica. Ringrazio fortemente la mia squadra 'Animal Project' per tutta la passione e amore che ci mette, nonostante le difficoltà che si incontrano quotidianamente".

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