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Cronaca giovedì 11 giugno 2020 ore 09:17

Quaranta volatili catturati e usati come richiami

Gli uccelli, della famiglia dei turdidi, sono stati scoperti in un allevamento di richiami vivi dove sono state sequestrate anche 2mila munizioni



PISA — Una quarantina di uccelli della famiglia dei turdidi e 2mila munizioni. E' quanto il nucleo investigativo di polizia ambientale forestale ed agroalimentare di Pisa e nucleo Cites hanno sequestrato in un allevamento di richiami vivi, ossia uccelli allevati per diventare richiami nell'ambito della caccia che, in questo caso, non sarebbero nati in allevamento, ma catturati.

"Ancora una volta - ha affermato il Cabs, l'associazione di volontari esperti in antibracconaggio - dobbiamo assistere ad un intervento che vede nuovamente al centro un mondo più volte assurto agli onori della cronaca, ossia quello degli allevamenti di volatili ad uso caccia". 

Toscana, ma non solo. Il Cabs ricorda i recenti interventi analoghi in Veneto, Lombardia, Friuli, Umbria e altre regioni a forte connotazione venatoria. Tordi, Merli, Cesene, prelevati in natura per finire, grazie alla modifica degli anelli che ne dovrebbero attestare la nascita in cattività, in gabbiette poste nei pressi dei punti di caccia.

"Al di là degli illeciti - ha affermato il Cabs - andrebbe rivista la normativa che disciplina l’uso di anelli per marcare gli esemplari nati in cattività".

"Attendiamo l'esito dell'iter giudiziario - ha concluso il CABS - ma da quanto riportato dalla stampa sembrerebbe che gli anellini siano stati modificati mentre gli stessi animali avrebbero patito la prigionia in piccole gabbie per molti mesi. Sappiamo - ha concluso il Cabs - che altri casi come questo verranno ancora a galla".



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