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Attualità martedì 01 giugno 2021 ore 13:50

Eradicazione dei cinghiali, alcuni chiarimenti

Il Comitato per la eradicazione dei cinghiali isola d'Elba spiega il suo punto di vista sulla questione, sottolineando alcuni aspetti



ISOLA D'ELBA — Il Comitato per l'eradicazione dei cinghiali Isola d'Elba vuole fare chiarezza sulla delicata questione che da un lato investe il settore della caccia e dall'altro il problema dei danni derivanti dalla diffusione dei cinghiali sull'isola.

Secondo il Comitato  "è falso che il problema cinghiali dipenda dal fatto che metà del territorio è nel Parco, dove si rifugiano perché non possono essere cacciati. Nel Parco vengono prelevati ogni anno molti più cinghiali di quanti ne vengano uccisi dai cacciatori nelle aree non Parco. Ultimi 25 anni: prelevati nel Parco 16.710 cinghiali; Uccisi dalla caccia ricreativa circa 9.109. Ai cinghiali conviene stare alla larga dal Parco!"

Riguardo ad una apertura più prolungata della caccia al cinghiale nel Parco, il Comitato elbano sostiene invece che "è emerso da diversi studi che la caccia dei cinghiali può provocare una maggiore prolificità. Infatti, i cinghiali sono animali intelligenti e sociali, vivono secondo una gerarchia e, liberi nei loro ambienti naturali, sincronizzano la fertilità in base alle risorse e alla pressione che subiscono dai predatori. La caccia, alterando il comportamento e la biologia degli animali, determina un incremento della popolazione e non una diminuzione! Ad esempio, quando viene uccisa la matriarca le giovani femmine del gruppo vanno in calore; quando viene ucciso il salengano – il maschio dominante- i giovani cinghiali -con seme più performante- entrano nel ciclo riproduttivo e le femmine accettano più partner."

Quanto poi al fatto che la caccia e la carne di cinghiale potrebbero essere una risorsa per il territorio, il Comitato sostiene che "ciò è vero se decidiamo di convivere per sempre col flagello cinghiali, la risposta è si. Se siamo disposti ad assistere alla marginalizzazione dell’economia agricola, all’aumento del pericolo di incidenti mortali per strada, al degrado dell’ambiente naturale con forte deterioramento della biodiversità ed a diverse altre minacce". 

Il tema più critico con cui doversi misurare è l'obiezione che l'eradicazione dei cinghiali sarebbe una carneficina. 

"E’ vero che, al momento, eliminare i cinghiali dall’isola non è un’operazione indolore e molti animali verrebbero uccisi. - spiegano dal Comitato per la eradicazione dei cinghiali all'Elba - Ognuno deve considerare nel profondo della propria coscienza se è meglio che vengano uccisi ogni anno, come avviene da 25 anni, più di 1.000 animali (senza contare il bracconaggio), dopo averli terrorizzati con la braccata o all’interno dei chiusini (provate a pensare cosa vuol dire essere “braccati” e poi “giustiziati” a suon di fucilate, o lo spavento di morte una volta all’interno delle gabbie di ferro dove spesso gli animali sbattono fino a farsi morire sfracellati), oppure intervenire con un’eradicazione veloce una volta per tutte. Negli ultimi 25 anni sono stati uccisi più di 26.000 cinghiali, sempre senza contare la caccia illegale! Gli animali prelevati e/o uccisi nel corso dell’eradicazione sono comunque destinati ad essere uccisi. Non c’è una alternativa fra la vita o la morte degli animali, ma fra una carneficina permanente e la meno dolorosa possibile eradicazione del cinghiale dall’isola".

Inoltre secondo il Comitato "se c’è territorio nel quale l’eradicazione del cinghiale è possibile, forse l’unico, sono proprio le isole. E’ già stato fatto in numerose isole in giro per il mondo". 

Riguardo poi al fatto di mantenere sull'isola un piccolo numero di cinghiali controllato con la caccia, il Comitato sostiene che ciò è stato "già provato nei decenni passati, persino con braccate dentro al Parco. Semplicemente, per la biologia e il comportamento sociale dei cinghiali, ciò è impossibile. Se l’evidenza pratica dal 1980 ad oggi non convince, mettiamo a disposizione gli studi più recenti sull’argomento, che abbiamo raccolto in un documento che è possibile richiedere gratuitamente ad elbabiodiversa@gmail.com".

"Infine - concludono dal Comitato eradicazione cinghiali - una considerazione per chi sinceramente (e non strumentalmente per continuare ad andare a caccia) crede che eradicare il cinghiale dall’Elba sia una carneficina: pensa a quanti animali e piante sono state “eradicate” dal cinghiale, a quei piccoli e grandi animali scovati fin dentro i pertugi di un muretto a secco o nelle radici di un albero da questi suini sempre affamati e spesso in cattive condizioni di salute. Perché questo dobbiamo tutti ricordarlo: se guardiamo con obiettività la questione, immettere sulla nostra isola i cinghiali è stato un grave errore, ma sbagliare è umano, perseverare però è diabolico… correggersi si può e sarà un enorme beneficio per tutti gli esseri viventi dell’ isola, compresi i cinghiali, costretti a una vita grama in un ambiente che non è il loro".

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