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Cani e gatti sotto la canicola: come proteggere gli animali domestici dalle ondate di calore

Con l'arrivo delle ondate di calore, le città italiane registrano temperature che mettono alla prova anche gli animali di casa.
- — Con l'arrivo delle ondate di calore, le città italiane registrano temperature che mettono alla prova anche gli animali di casa. Un cane che ansima senza sosta sul balcone o un gatto che cerca il punto più fresco del pavimento non sono scene pittoresche: sono i primi segnali di un organismo che fatica a smaltire il calore accumulato.
A differenza delle persone, cani e gatti hanno pochi strumenti per raffreddarsi, e il margine tra il semplice disagio e l'emergenza è più stretto di quanto molti proprietari immaginino. Il colpo di calore può diventare fatale nel giro di poche ore, eppure resta una delle condizioni più facili da prevenire. Non a caso il Ministero della Salute diffonde ogni estate un vademecum dedicato, con dieci regole pratiche per attraversare i mesi caldi senza rischi.
Perché cani e gatti soffrono il caldo più di noi
La differenza sta nella fisiologia. L'essere umano dissipa calore sudando su tutta la superficie del corpo, mentre cani e gatti non sudano, se non in minima parte attraverso i polpastrelli. La loro termoregolazione passa soprattutto dal respiro: con atti respiratori rapidi e frequenti fanno scorrere l'aria sulle superfici umide del cavo orale, disperdendo calore per evaporazione. È il meccanismo dell'ansimare, efficace ma limitato, che va in crisi quando l'aria esterna è troppo calda e umida per raffreddare alcunché.
Questo spiega perché la soglia di allarme si raggiunge in fretta. La temperatura corporea normale di un cane si colloca tra i 38 e i 39 gradi, e si parla di colpo di calore quando supera i 40 gradi. Alcuni soggetti sono più esposti di altri: cuccioli e animali anziani, esemplari in sovrappeso, individui con patologie cardiache o respiratorie e soprattutto le razze brachicefale come bulldog, carlini e gatti persiani. In questi animali le vie aeree schiacciate rendono l'ansimare molto meno efficiente, così che il sistema di raffreddamento parte già svantaggiato. I gatti, per parte loro, tendono a mascherare il malessere ritirandosi in disparte, e questo rende più difficile accorgersi in tempo che qualcosa non va.
I segnali del colpo di calore da non ignorare
Il primo indizio è quasi sempre un respiro affannoso e continuo, sproporzionato rispetto allo sforzo. Con l'aggravarsi della situazione compaiono salivazione densa, abbattimento, difficoltà a coordinare i movimenti, vomito e in alcuni casi diarrea. Le gengive possono assumere un colore anomalo, dal rosso acceso al bluastro, fino ad arrivare, nelle forme più gravi, a tremori, convulsioni e collasso. Riconoscere questi segnali per tempo fa la differenza, perché il danno agli organi interni procede in parallelo con l'innalzamento della temperatura.
Di fronte ai primi sintomi conta agire in fretta e nel modo corretto. L'animale va spostato subito in un luogo fresco o climatizzato e raffreddato gradualmente, bagnandolo con acqua fresca ma non gelata, soprattutto su zampe e addome; un ventilatore diretto sulle zone umide accelera il raffreddamento per evaporazione. L'errore da evitare è il raffreddamento brusco: mai ghiaccio né immersioni in acqua fredda, perché un abbassamento troppo rapido della temperatura provoca danni ulteriori. Anche quando l'animale sembra riprendersi, il passaggio dal veterinario resta obbligato, perché solo una visita può misurare le conseguenze che a occhio non si vedono.
Come rinfrescare la casa e organizzare le uscite
Sul fronte della prevenzione quotidiana, il Ministero della Salute indica come prime misure due cose semplici: acqua sempre disponibile e un luogo fresco in cui l'animale possa ripararsi. In casa conviene mantenere una temperatura costante, tra i 22 e i 24 gradi, evitando però di esporre cane o gatto al getto diretto del condizionatore. Un dettaglio spesso frainteso riguarda il pelo: il mantello ha una funzione termoregolatrice e filtra i raggi solari: quindi, la tosatura completa nei giorni di afa è controproducente. Meglio una spazzolatura regolare, che rimuove il sottopelo morto e fa respirare la cute assai più di un taglio drastico.
Le uscite vanno ripensate negli orari. Passeggiate e attività fisica si concentrano nel mattino presto e nella sera, mai nelle ore centrali, quando oltre all'aria si arroventa anche l'asfalto: una superficie che può ustionare i polpastrelli e che conviene testare appoggiandovi il dorso della mano per qualche secondo, prima di far camminare il cane. Diversi accessori aiutano a tenere sotto controllo la temperatura, dai tappetini rinfrescanti alle fontanelle che invogliano a bere, fino ai teli da bagnare. Questi prodotti anti-afa al giorno d’oggi si trovano con facilità nei principali ecommerce di prodotti per gli animali domestici, la via più rapida per attrezzarsi ora che l'estate è entrata nel vivo e le temperature risultano elevate.
Quando serve il veterinario e come prevenire il peggio
La regola che il Ministero ripete con più forza riguarda l'automobile: non lasciare mai l'animale in auto, nemmeno per pochi minuti. Non bastano i finestrini socchiusi né il parcheggio all'ombra, perché l'abitacolo diventa una trappola mortale in un tempo brevissimo, con la temperatura interna che sale ben oltre quella esterna. È la circostanza in cui ogni anno si verificano gli episodi più drammatici, quasi sempre per una sottovalutazione di quei "solo cinque minuti".
Per gli animali fragili, cuccioli, anziani e brachicefali in testa, un controllo veterinario a inizio stagione aiuta a calibrare le precauzioni sul singolo caso. Nel dubbio, davanti a sintomi sospetti, la scelta giusta è non aspettare: il colpo di calore è un'emergenza in cui il fattore tempo pesa più di ogni altra cosa. Gestire il caldo, del resto, non richiede attrezzature complicate ma attenzione costante e qualche abitudine presa per tempo, le stesse che permettono a cani e gatti di attraversare l'estate senza problemi.
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