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lunedì 20 novembre 2017

Attualità venerdì 01 settembre 2017 ore 16:10

La statua di Snoopy presto a Villa Fabbricotti

Il cane Snoopy. Foto: Animalisti italiani onlus

La raccolta fondi si è conclusa e lo scultore Alessandro Di Cola è già al lavoro per realizzare l'opera. Si punta a posarla il 4 ottobre

LIVORNO — Obiettivo 4 ottobre, per collocare a Villa Fabbricotti a Livorno la statua per il cane Snoopy, ucciso con un colpo di carabina esploso da un vicino mentre si trovava sul balcone di casa sua. Nel processo al presunto autore del gesto, martedì scadrà il termine per le parti civili per presentare le osservazioni. 

Intanto però, si lavora a rendere plastica la memoria del cagnolino con una scultura a cui sta lavorando Alessandro Di Cola, lo stesso artista che ha realizzato la statua per il cane Angelo, vittima di quattro aguzzini a Sangineto.

La raccolta fondi avviata a marzo è andata a buon fine. La proprietaria del cane, Arianna Lucisano, in una lettera al sindaco di Livorno Filippo Nogarin - il Comune stesso, lo ricordiamo, è parte civile nel procedimento giudiziario - fa sapere che ad aver contribuito sono state le associazioni Animalisti italiani onlus e Amici di Snoopy, la Scuola italiana cani da salvataggio (Sics) Tirreno e lo stesso Di Cola.

"Spero che il 4 ottobre - scrive la signora Lucisano al sindaco - data in cui si festeggia San Francesco, protettore degli animali, Snoopy possa tornare a correre nel verde, circondato da alberi secolari, e possa riposare protetto dai cancelli della Villa Fabbricotti".

"Quando, guardandola, i bambini chiederanno chi fosse quel cane con la copertina rossa - si legge ancora nella lettera - beh: quel giorno, e ogni volta che la storia di Snoopy verrà raccontata, saprò che lui non è morto invano".

Il vicepresidente di Animalisti italiani onlus Riccardo Manca sottolinea che la statua "è il segno tangibile di una possibile rinascita. E' un gesto che fa la differenza. Ed è solo attraverso iniziative come questa che si può ancora credere, nonostante tutto, nella diffusione di una nuova sensibilità".

Monica Nocciolini
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