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Attualità Giovedì 22 Gennaio 2026 ore 16:37

Gioia, la gatta che "racconta le falle del Comune"

Investita a San Giuliano, salvata da cittadini. La storia di una gatta che racconta le lacune del Comune sulla tutela degli animali d'affezione



SAN GIULIANO TERME — Gioia è una gatta di colonia. Ma soprattutto è la fotografia di come, a San Giuliano Terme, la tutela degli animali funzioni solo quando qualcuno si arrangia". È con queste parole che le consigliere comunali Ilaria Boggi ed Elisabetta Mazzarri (Lista Boggi Sindaco) denunciano il caso avvenuto la sera del 17 Dicembre scorso.

Gioia è stata trovata in via Niccolini, gravemente ferita, con lesioni compatibili con un investimento. In un momento in cui serviva un soccorso immediato, il Comune non ha risposto. Non perché irreperibile, ma perché "non aveva alcun servizio attivo". Le convenzioni in essere, dal canile Soffio di Vento ad altre realtà del territorio, non risultavano operative in quella fase emergenziale. Anche l’associazione CRUMA, che si occupa di fauna selvatica, non era in grado di intervenire.

Il soccorso è stato affidato interamente ai cittadini, che hanno portato la gatta in una clinica privata a San Concordio, anticipando di tasca propria le spese. Ora Gioia è viva, ma dovrà affrontare diversi interventi chirurgici. Intanto la responsabile della colonia felina, colpita dallo stress, ha avuto un malore ed è finita in ospedale.

Solo in seguito, e da fonti informali, si è saputo che il Comune starebbe valutando una nuova convenzione con l’associazione NOGRA. Una mossa ritenuta tardiva e comunque non sufficiente: "Ci domandiamo inoltre cosa potrà fare il NOGRA con meno di 70€ al mese", hanno osservato le consigliere.

"La legge 281/1991 e la legge regionale toscana 59/2009 – hanno dichiarato Boggi e Mazzarri – impongono ai Comuni di garantire il soccorso agli animali d’affezione feriti o in stato di necessità, anche quando non si tratta di incidenti stradali. Qui invece tutto è lasciato all’improvvisazione".

"La storia di Gioia non è un’eccezione – hanno concluso – ma il sintomo di un sistema che non funziona. La tutela degli animali non è un atto di volontariato: è un dovere pubblico".


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