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giovedì 05 dicembre 2019

Attualità giovedì 29 agosto 2019 ore 07:00

È morto Billy, il piccolo falco pescatore

Partito dall'oasi Orti-Bottagone con direzione Corsica, l'esemplare di falco pescatore nato tre mesi fa non ha avuto fortuna



PIOMBINO — E' di pochi giorni fa la notizia della partenza di Billy, uno dei tre falchi pescatore nati pochi mesi fa nell'oasi di Orti-Bottagone a Piombinoverso la Corsica, terra che ospita sul suo versante occidentale vari falchi pescatori. Da lì ha volato lungo la costa fino al sud della Sardegna, per l'esattezza all'isola di Sant'Antioco. 

A preoccupare i responsabili del progetto di reintroduzione del falco pescatore è stato il suo gps che lo dava fermo da troppo tempo sotto un palo della luce. Da qui la triste scoperta. 

Il personale del Wwf della vicina Oasi di Monte Arcosu è accorso per monitorare la situazione da vicino; purtroppo non potendo far altro che accertarne la morte per folgorazione.

"Triste storia, - viene riferito in un comunicato firmato da Silvia Ghignoli, responsabile dell'oasi - se si pensa che oggi avrebbe compiuto tre mesi, che è l'unica nidiata in Italia di tre falchi pescatori che quest'anno è riuscita ad involarsi e che ogni anno sono molti gli uccelli di grandi dimensioni che restano folgorati per essersi posati sui pali della luce, quei pali a cui andrebbero isolati i fili per evitare queste morti o messi dei dissuasori affinchè non vengano usati da posatoi. Nel 2013 successe anche nell'oasi di Orti-Bottagone sempre ad un falco pescatore e alcuni anni dopo ad una giovane cicogna presso l'oasi di Bolgheri". 

"Ci auguriamo - ha concluso - che gli altri due falchi, Blu e Bizet, al momento ancora presenti in oasi, siano più fortunati del loro fratello e che riescano a scamparla dai vari pericoli creati dall'uomo".

Le circostanze della morte di Billy hanno riacceso la preoccupazione sulla presenza delle pale eoliche nell'area del Quagliodromo, nelle vicinanze dell'oasi, che interferiscono con la vita degli uccelli.

"Sono di un mese fa gli avvistamenti di un giovane falco di palude, nato all'interno del Bottagone, che girava ripetutamente intorno alla pala eolica più prossima al fiume Cornia, sfiorando più volte il pericolo di essere colpito, mentre il maschio di falco pescatore, rientrando in palude con il pesce tra gli artigli dopo averlo pescato nel mare di fronte al Quagliodromo, aveva preso una corrente ascensionale per fare meno fatica, ma ha rischiato di sbattere in una delle due pale più prossime al Cornia", hanno riferito. 

Il Wwf locale ha chiesto più volte alla società che gestisce le pale eoliche di poter accedere all'area sotto alle pale per poter eventualmente recuperare animali feriti o morti, come da accordi presi alla riunione di presentazione del progetto, ma ad oggi non c'è stata alcuna risposta.



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