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sabato 24 febbraio 2018

Attualità lunedì 29 gennaio 2018 ore 09:00

Una Strolaga maggiore avvistata all'Elba

La strologa avvistata a Marina di Campo

L'ornitologo Giorgio Paesani ci racconta della sua presenza nelle acque di Marina di Campo, rilevata durante i censimenti degli acquatici svernanti



MARINA DI CAMPO — Sabato 21 gennaio, i rilevatori del Centro Ornitologico Toscano impegnati nell’annuale IWC International Waterbird Census, il censimento degli uccelli acquatici svernanti coordinato dall’ ISPRA Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, durante la consueta ispezione delle coste e delle zone umide elbane hanno trovato una autentica sorpresa: una Strolaga maggiore (Gavia immer) nuotava e pescava davanti a Marina di Campo.

Ai censitori del COT le acque del golfo di Marina di Campo sembravano una lastra di vetro appena smerigliato dal vento da nord, la situazione ideale per i pescatori subacquei “naturali”. Un giovane Marangone dal ciuffo si immergeva a ripetizione, di colpo si volta e guarda un altro uccello. Grande quanto lui, simile nelle forme e nei comportamenti ma appartenente ad una famiglia molto diversa dalla sua. Un turista che viene da molto lontano, dall’Islanda, forse dalla Groenlandia o magari dal lontanissimo continente americano. Il becco possente, ma lungo e affilato, per un istante punta verso il marangone, ma è solo per caso, la Strolaga maggiore è interessata solo a pesci, molluschi e crostacei. Non cerca guai e non ne procura, vuole solo mangiare per mettersi in forze e prepararsi per il viaggio di ritorno. Infatti si immerge senza sosta, riaffiora solo pochi istanti e poi di nuovo si tuffa, in avanti, nel modo tipico delle strolaghe. Difficile farle una foto!

Le strolaghe sono uccelli acquatici specializzati nell’immersione, lo si capisce dalle forme idrodinamiche al massimo, dalle zampe poste molto indietro, quasi fossero delle eliche. Hanno persino meno ossa cave rispetto agli altri uccelli, per immergersi con maggiore facilità. Sono i pescatori subacquei apneisti dei laghi del Grande Nord del pianeta Terra. Bellissimi nei loro piumaggi riproduttivi bianchi, neri, talvolta ornati di rosso o di verde cangiante. Dagli occhi infuocati che sembrano rubini fluorescenti. I loro canti sono gorgheggi flautati talmente malinconici e affascinanti che non c’è film ambientato nelle foreste del nord che rinunci a inserirli nei rumori di sottofondo. Animali tanto lontani dalle nostre coste e dalle nostre isole di scogli e lentisco.. almeno fino all’inverno. Quando il ghiaccio solidifica i loro ambienti riproduttivi le strolaghe scendono a sud preferendo le coste marine, le lagune ampie e profonde, talvolta i grandi laghi. Per l’occasione “indossano” livree grigie uniformi, sottotono, quasi a passare inosservate.

La strolaga maggiore è una rara, rarissima visitatrice delle nostre acque. Mai registrata fin ora durante i censimenti degli acquatici svernanti in Toscana dove, negli ultimi anni, è stata avvistata una manciata di volte. Più di frequente è stata vista in Alto Adriatico o nelle acque della Liguria, ma comunque sempre con individui isolati. Una autentica rarità, insomma. Niente di strano, se si pensa che l’areale riproduttivo di questa specie comprende gli USA settentrionali, il Canada, la Groenlandia, l’Islanda e pochi altri posti intorno a Polo Nord! Un po’ più frequenti le altre due specie di strolaghe: la minore (Gavia stellata) e la mezzana (Gavia arctica), un esemplare di quest’ultima è stato censito a Lacona.

Nei giorni successivi la Strolaga maggiore non è più stata avvistata. Sarà partita per il suo viaggio di ritorno? Forse avrà cambiato zona o magari si gode l’inverno mediterraneo indisturbata e inosservata nella pace di qualche caletta elbana!



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