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martedì 19 novembre 2019

Attualità giovedì 06 giugno 2019 ore 10:57

Lupi e uomo, convivenza possibile

Ricercatori dell'Università di Pisa stanno conducendo un’indagine su cinque esemplari nel territorio di Crespina Lorenzana e Casciana Terme Lari



CASCIANA TERME LARI — Il lupo può essere, anziché un pericolo, una risorsa per il territorio? La sua presenza può aiutare a valorizzare le tipicità locali, fino a diventare una “caratteristica” di eccellenza per i suoi prodotti e un’attrazione culturale e naturalistica? Sono le domande alla base di uno studio innovativo portato avanti dal gruppo di ricerca del dipartimento di Scienze veterinarie dell’Università di Pisa coordinato da Antonio Felicioli

Da ottobre 2018 sta conducendo una indagine su cinque esemplari di lupo (accertati geneticamente) presenti nel territorio che ricade nei comuni di Crespina Lorenzana e Casciana Terme Lari, area fortemente antropizzata, ma in cui questo piccolo branco ha trovato il suo habitat naturale.

Questa nuova indagine si colloca nell’ambito di una ricerca più vasta sull’impatto del lupo nelle attività zootecniche iniziata nel 2010 e si basa su un approccio multidisciplinare volto allo studio degli spostamenti mediante fototrappolaggio, identificazione degli individui con tecniche molecolari su campioni fecali, monitoraggio sanitario, dieta e ricerca di geni codificanti l’antibiotico resistenza in microrganismi isolati da campioni fecali. Il tutto avviene in una logica di partecipazione, cioè con l’attiva collaborazione dei portatori di interesse locale, tra cui allevatori di pecore, cavalli, vacche e polli, associazioni venatorie locali e Federcaccia regionale e agriturismi, che intravedono in questo progetto una possibile riposta a un fenomeno che sempre più spesso viene trattato come “emergenza” e che adesso può diventare una risorsa per tutti.

"Il territorio di Crespina-Lorenzana e Casciana Terme-Lari è caratterizzato da intense attività produttive e ludico-ricreative, come zootecnia, pastorizia, taglio del bosco, forme organizzate di caccia al cinghiale (braccata), cicloturismo, equiturismo, ricerca di funghi e turismo culturale – ha spiegato Felicioli –. L’intento è quello di recepire e conciliare il nuovo Piano Lupo Nazionale, proposto dal Ministero dell’ambiente e che sarà prossimamente valutato in conferenza Stato-Regioni, con le piccole realtà territoriali dove questo affascinante predatore vive". 

Tra le azioni previste dal nuovo Piano Lupo nazionale per assicurare la persistenza del lupo in Italia e minimizzare i conflitti con le attività antropiche, c’è anche la volontà di esplorare forme di indennizzo alternativo e integrativo individuabili come “contributi a priori” per gli allevatori che operano in aree di presenza accertata del lupo, in modo da ridurre le eventuali ricadute economiche sulle loro attività.

"Con il nostro studio - conclude Felicioli - miriamo a costruire una narrativa della coesistenza uomo-lupo capace di mediare gli interessi collettivi e spostare la presenza del lupo da fattore negativo a una nuova opportunità per la valorizzazione delle risorse naturali e dei prodotti di questi piccoli paesi. Dunque prodotti locali di qualità, che oltre a essere biologici, hanno il valore aggiunto di essere ottenuti nel rispetto della presenza del lupo; inoltre un turismo naturalistico capace di attrarre sul territorio amanti della natura e fotografi, interessati a vivere un’esperienza ravvicinata con un animale divenuto leggendario nell’immaginario collettivo".



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