QUI quotidiano online. Registrazione Tribunale di Firenze n. 5935 del 27.09.2013
Qui News animali, Cronaca, Sport, Notizie Locali animali
sabato 15 dicembre 2018

Cronaca domenica 11 novembre 2018 ore 10:52

Troppi piccioni, è scontro a Bibbiena

Il sindaco vuol far abbattere i volatili dai cacciatori. L'attacco dell'associazione Aidaa: "Giù le mani, non sono cacciabili. No al massacro"



BIBBIENA — Un esposto alla procura della repubblica di Arezzo è stato firmato dal presidente nazionale di Aidaa Lorenzo Croce per chiedere il blocco immediato della decisione del sindaco di Bibbiena di affidare ai cacciatori l'abbattimento di un numero non ancora definito di piccioni che a dire del primo cittadino sarebbero dannosi.

Secondo quanto scritto nell'esposto firmato dal presidente Aidaa richiamando la direttiva 147/2009 dell'Unione Europea :"Il Piccione selvatico (Columba livia) è una specie autoctona soggetta alla tutela prevista dalla Direttiva 2009/147/CE. Già da lungo tempo, esemplari addomesticati fuggiti dalle colombaie di allevamento si sono inselvatichiti incrociandosi con popolazioni selvatiche".

Inoltre sempre ricalcando le parole dell'Unione Europea Aidaa nel suo esposto ricorda che "la Commissione europea ha riconosciuto che i Piccioni selvatici che vivono a contatto con l’uomo e che non sono di proprietà di alcuno rientrano nel campo di applicazione della Direttiva “Uccelli” 2009/147/CE e come tali non sono cacciabili". 

"Se il sindaco di Bibbiena darà via libera al massacro dei piccioni incorrerà nel reato previsto dall’articolo 30 lettera h della Legge sulla Caccia, la n.157 e di conseguenza finirà sotto processo davanti al magistrato per bracconaggio e con lui tutti i cacciatori che parteciperanno al massacro in quanto Aidaa li denuncerà penalmente uno per uno".

"I colombi si sterilizzano non si uccidono - ha suggerito il presidente Aida  - al primo colpo di fucile sindaco e cacciatori saranno denunciati per violazione della legge sulla caccia e poi vedremo, a gente abituata ad ammazzare gli animali bisogna rispondere facendo provare loro il brivido della possibile condanna e del soggiorno in galera".



Tag